Punti chiave sull’accordo europeo sui conflict minerals

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A cura Focsiv

Il 15 Giugno la Commissione europea, il Consiglio ed il Parlamento Europeo sono arrivati ad un accordo politico riguardante la normativa europea sui minerali dei conflitti. Sebbene siano stati  fatti progressi dalla proposta originale della Commissione Europea di Marzo 2014, noi riteniamo che questo accordo non sia così ambizioso da poter innescare i cambiamenti necessari che a gran voce chiedono le comunità danneggiate che vivono nelle zone di estrazione mineraria.

In allegato potete trovare i punti principali dell’accordo che formalmente verrà votato in autunno. Il risultato principale dell’accordo prevede che le grandi imprese che importano metalli lavorati e minerali grezzi  contenenti  3TG (tungsteno, tantalio, stagno e oro) dovranno intraprendere un processo di dovuta diligenza su base obbligatoria. Sebbene questo rappresenti un giusto passo in direzione di un comportamento obbligatorio delle imprese, la maggior parte dei minerali 3TG che vengono immessi nell’Unione Europea, sottoforma di prodotti finiti o semi lavorati, sarà lasciata fuori da questo nuovo sistema legale. Il regolamento dispone così un approccio parziale per cui le imprese non hanno una responsabilità condivisa lungo l’intera catena produttiva e questo deficit non soddisfa le richieste di FOCSIV, di CIDSE, dei leader della Chiesa Cattolica e di tutti voi che ci avete supportato per richiedere un sistema di dovuta diligenza obbligatorio e completo.

Nonostante vi sia una delusione di base, riconosciamo gli sforzi fatti da alcuni eurodeputati italiani che, soprattutto nell’ultima fase delle difficili negoziazioni finali, hanno fortemente difeso l’approccio obbligatorio. Bisogna ricordare che la proposta originale della Commissione europea di Marzo 2014 era basata su un approccio volontario al 100 percento. Nel Maggio 2015, il Parlamento Europeo ha votato per il requisito di dovuta diligenza obbligatoria per tutte le aziende dell’intera filiera produttiva. Da allora, e contrariamente ai nostri grandi sforzi per convincere gli Stati europei, la negoziazione non è stata in grado di soddisfare tutte le nostre richieste.

I materiali di sensibilizzazione della società civile e di pressione politica per questa campagna sono stati numerosi e continuano ad essere utili strumenti per le numerose iniziative che portiamo avanti nell’ambito del rapporto imprese e diritti umani. Ci avete già mostrato tutta la vostra disponibilità per l’ l’organizzazione di un incontro di approfondimento sulla questione dei minerali dei conflitti e, considerato il voto decisivo in autunno si potrebbe organizzare qualcosa di ben strutturato  per quell’occasione.

 

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