La filiera sporca dello smartphone. Apple e Samsung senza parole

Dal sito terrelibere.org

Amnesty International e Afrewatch hanno chiesto a sedici multinazionali informazioni dettagliate sulla filiera delle batterie. Il cobalto è essenziale per la produzione industriale hi tech, ma viene estratto in gran parte nelle miniere del Congo. Chi ci assicura che il nostro smartphone non ha alle spalle storie di sfruttamento di bambini?

Colton / Tantalum mines in RDC (Congo) © Creative Commons License

Amnesty International e Afrewatch hanno pubblicato un rapporto sulle miniere di cobalto nella Repubblica Democratica del Congo. In questi luoghi si fa uso di lavoro minorile.

Il cobalto è essenziale per le batterie, usate a livello industriale nelle automobili e negli smartphone.

Tutte le 16 multinazionali interpellate – tra cui Apple e Samsung – non hanno fornito informazioni dettagliate sui fornitori. In questo momento – quindi – non sappiamo se le batterie dei nostri cellulari hanno alle spalle storie di sfruttamento estremo.

Le filiere in ogni angolo del mondo hanno tutte lo stesso problema. Il rivenditore finale – spesso un notissimo marchio – “non sa” se il proprio fornitore usa lavoro in condizioni di grave sfruttamento.

The glamourous shop displays and marketing of state of the art technologies are a stark contrast to the children carrying bags of rocks, and miners in narrow manmade tunnels risking permanent lung damage.

Mark Dummett, Business & Human Rights Researcher at Amnesty International

Foto Esther Vargas © Licenza Creative Commons

Leggi il rapporto completo (in inglese)

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