Firma anche tu per fermare i massacri nel nord Kivu

CHIAMA L’AFRICA HA SOTTOSCRITTO L’APPELLO PER FERMARE I MASSACRI A BENI IN RDCONGO

Chiama l’Africa, insieme add altre organizzazioni italiane e privati cittadini condanna i massacri che da troppo tempo ormai vengono perpetrati nei confronti dei civili nella zona del Nord Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo.

Il testo dell’appello promosso da John Mpaliza, il camminatore per la pace, e da Padre Alex Zanotelli, missionario comboniano:

Intervenire subito per fermare i massacri a Beni, RD Congo

Al Segretario Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite
Al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite
Al Presidente del Parlamento Europeo
Alla Corte Penale Internazionale
Alla Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja
Alla Corte Africana dei Diritti Umani e dei Popoli
All’Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari Generali e la Politica di Sicurezza

● Nella zona di Beni, nel nord-est della Repubblica Democratica del Congo, sono avvenuti e tuttora avvengono orribili massacri, moltissime persone dell’etnia Nande sono state sgozzate, le braccia di numerosi bambini amputate, le donne violentate e sventrate, famiglie intere massacrate e brutalmente
uccise.
● Il 14 maggio 2016 i coordinatori locali dei gruppi della società civile di Beni, Lubero e Butembo hanno denunciato in una lettera aperta le uccisioni di 1116 persone, mentre 1470 rapimenti sono stati ufficialmente registrati solo negli ultimi due anni.
● La sequenza incessante di brutali omicidi contro la popolazione inerme in vari villaggi della zona, che continua nonostante la presenza dell’esercito congolese e delle truppe delle Nazioni Unite, è estremamente inquietante e fa intravedere un disegno criminale portato a termine con agghiacciante spietatezza per spazzare via con la violenza e il terrore i civili residenti nell’area.

Chiediamo:

  1. che la comunità internazionale, e in particolare il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite su pressione degli Stati europei membri, metta in atto tutte le misure necessarie per far cessare il prima possibile i massacri;
  2. che venga promossa un’inchiesta sui crimini commessi in quest’area della Repubblica Democratica del Congo presso la Corte Penale Internazionale, la Corte Africana dei Diritti Umani e dei Popoli, la Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja;
  3. che l’Alto Rappresentante dell’Unione per gli Affari Generali e la Politica di Sicurezza promuova con urgenza a livello europeo e internazionale un’inchiesta su questi massacri;
  4. che l’Unione europea valuti di inviare un rappresentante speciale nella zona di Beni per redigere un rapporto da presentare con la massima urgenza al Parlamento europeo, ai governi degli Stati membri ed alle più alte istituzioni europee;
  5. che alla missione MONUSCO dell’ONU, oltre al mandato di osservazione, venga data con urgenza facoltà di interposizione nella zona di Beni, e che la stessa sia posta in grado di difendere e proteggere effettivamente ed efficacemente la popolazione civile dalla crescente violenza dei miliziani;
  6. che, essendo il commercio illegale dei minerali la sorgente primaria di supporto per i gruppi armati operanti nel nord-est del Congo, l’Unione Europea deve approvare e implementare al più presto il regolamento sui “minerali dei conflitti” negoziato recentemente, prevedendo un attento monitoraggio in modo da adottare tutti i miglioramenti possibili per rendere sempre più efficace il contrasto al finanziamento dei conflitti.

Per firmare l’appello clicca qui!

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