#campomuungano2016: una settimana indimenticabile

Campo di lavoro e studio per giovani 2016 - foto di gruppo

Dal 21 al 28 agosto 2016 oltre 30 giovani provenienti da tutta Italia e di origine africana e italiana hanno vissuto insieme nella casa dell’Associazione Muungano partecipando ad attività manuali e ad incontri culturali sui temi della povertà e dell’ambiente.Campo di lavoro 2016 - partecipanti

Le mattine erano dedicate al lavoro manuale, pittura e sistemazione di alcune stanze del mercatino solidale Millecose, ristrutturazione delle persiane della parrocchia di Vicomero e pulizia di alcuni locali comuni nella Casa Fontanili a Sissa-Trecasali.

Nei pomeriggi i ragazzi hanno partecipato ad incontri culturali sui temi dell’ambiente e della povertà globalizzata e incontrato le realtà di Emmaus Italia, Fairphone, Peace walking man Movimento Lucha.

La parte culturale del campo ha preso spunto dall’Enciclica di Papa Francesco Laudato Sì

Mercoledì 24 agosto presso la casa dei Missionari Saveriani a Parma il prof. Pasquale De Muro (Università Roma Tre) ha affrontato il tema della povertà globalizzata. “Negli ultimi vent’anni – ha spiegato De Muro – secondo l’Istat i poveri sono rimasti più o meno gli stessi tra il 11,5% e il 13% mentre i poverissimi (che non hanno neanche le cose di base) sono notevolmente aumentati, sono il numero più alto degli ultimi dieci anni. Prima non si calcolava neanche, ora siamo intorno al 7,6%.” .

Venerdì 26 agosto sempre a Parma il dott. don Bruno Bignami (Studio Teologico Interdiocesano di Cremona) ha parlato del tema del “grido della terra“, tema centrale della Laudato Sì.

Campo di lavoro 2016 - partecipantiA conclusione del campo Donata Frigerio, coordinatrice del campo, ha scritto una lettera ai “suoi” ragazzi. Eccone uno stralcio: “Il campo siamo noi, siamo stati noi. E’ roba nostra. Lo abbiamo costruito fin dall’inizio senza accorgerci, da quando ci siamo incontrati e ci siamo accolti. Dopo i saluti agli amici che già conoscevamo ci siamo buttati nella mischia (e lo era davvero, bianchi e neri, giovani e vecchi, veterani e matricole, maschi e femmine) e quasi subito è nato il gruppo. Vi ringrazio, perché la cosa più difficile in un campo di lavoro è creare il gruppo.”

Accanto a Donata c’erano Valentina Chendi e Admilson Dos Santos Sebastiao, suoi collaboratori. Valentina, che del blog Frida lascia la città, ha scritto anche lei alcune parole ai giovani partecipanti: “le lacrime che mi avete visto versare gli ultimi tre giorni del campo racchiudono tutta la mia soddisfazione per un progetto ben riuscito, l’affetto che provo per ognuno di voi, e la sensazione di tristezza che lascia un’esperienza che è finita e non si ripeterà mai più bella come lo è stata. […]  Vi ringrazio perché vi siete dimostrati tutti accoglienti e avvolgenti, svegli e spontanei. Vi ringrazio per le risate, lo stress dei turni (ahahahah!), gli abbracci improvvisi, le risate incontenibili a tavola, gli sguardi d’intesa. Vi ringrazio perché avete accolto le nostre proposte e trasformato un’agenda di attività in un oceano di sensazioni”.

Le due donne hanno infine consegnato ai giovani dei “premi”, nomignoli affettuosi che inseriti in una settimana di vita comunitaria hanno reso questa esperienza “un campo così bello che merita di ritrovarsi ancora, il prima possibile.”

 

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